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Azioni della Scuola per l’inclusione scolastica

Analisi del contesto per realizzare l'inclusione scolastica

Il nostro Istituto e' impegnato in una strategia di inclusione di studenti con disabilita', DSA e BES, che trova riscontro nel successo formativo di questi alunni.

Nella scuola sono presenti una docente referente per DSA e BES, un docente referente del GLHO, un docente referente per gli alunni adottati e un Gruppo di Lavoro per l'Inclusione che elabora ogni anno il Piano Annuale per l'Inclusivita' ( P.A.I.), contenente indicazioni riguardo la realizzazione di una didattica inclusiva e che in generale costituisce uno strumento importante  nell’ottica del miglioramento della qualità dell’offerta formativa dell’Istituto. Gli obiettivi didattici Personalizzati vengono monitorati con regolarita' tramite la convocazione di Consigli di Classe appositi.

L’inclusione si realizza intervenendo sul contesto scuola a livello organizzativo metodologico-didattico e culturale. Per gli alunni che presentano DSA o con BES certificati, è prevista la stesura di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) ( Legge 170/2010), atto a favorire il successo formativo di tali alunni, partendo dalla diagnosi del disturbo e utilizzando una proposta didattica adeguata che tenga conto dell'individuazione dei saperi minimi per ciascuna disciplina e delle misure dispensative e/o compensative, garantendo anche il benessere psico/fisico dell'alunno.

Tale PDP condiviso dalle famiglie e aggiornato ogni anno, è rivedibile anche all'interno dello stesso anno qualora si verifichino nuove esigenze. Esso assume piena validità per lo svolgimento dell'Esame di Stato al termine del secondo ciclo d'istruzione. Per gli alunni adottati, l’Istituto si impegna a favorire il loro diritto allo studio in applicazione delle linee di indirizzo Miur del 18 dicembre 2014.

Il Dirigente scolastico, in quanto garante delle opportunità formative offerte dalla scuola e della realizzazione del diritto allo studio di ciascuno, ha il compito di promuovere e sostenere le azioni finalizzate a favorire il pieno inserimento nel contesto scolastico degli alunni adottati; inoltre nomina l’insegnante referente d’istituto, la cui funzione si esplica principalmente nel supporto ai colleghi che hanno alunni adottati nelle loro classi, nella sensibilizzazione del Collegio docenti sulle tematiche dell’adozione, nell’accoglienza dei genitori.

I docenti in classe, hanno il compito di coinvolgere tutte le componenti scolastiche chiamate a vario titolo nel processo di inclusione di alunni adottati al fine di attivare prassi educative mirate a valorizzarne le specificità, a sostenerne l'inclusione e a favorirne il benessere e il successo scolastico. Nel caso di difficoltà di apprendimento e a problematiche nella sfera psico-emotiva, dovute essenzialmente al vissuto traumatico dell’abbandono, il Cdc appronta un Piano didattico Personalizzato mirato essenzialmente a creare ambienti di apprendimento per sviluppare capacità collaborative, autostima, percezione di autoefficacia e a ridurre le problematiche linguistiche di passaggio da L1 a L2.

Per quanto riguarda gli alunni stranieri non italofoni, l’Istituto si impegna a perseguirne l’accoglienza e l’inserimento in ottemperanza a quanto previsto dalle Linee Guida del febbraio 2014 e dalla normativa precedente.

Il Dirigente Scolastico promuove la valorizzazione delle differenze garantendo la programmazione di buone pratiche in un’ottica inclusiva e di educazione interculturale. Ogni CdC inoltre, ha il compito di curare l’accoglienza, nel rispetto del protocollo condiviso e, nei casi che richiedano interventi di sostegno e/o potenziamento nell’italiano lingua 2; promuovere strategie di intervento approntando laboratori di rafforzamento linguistico di tipo L2 e per l’italiano come lingua di studio.  

Inoltre, tra i punti di forza di una sempre aggiornata attenzione alla tematica inclusiva, vi sono: una rinnovata architettura degli spazi scolastici (i luoghi di all'accoglienza all'ingresso, la predisposizione di un'aula giardino all'esterno, un 'campo degli scacchi', l’ 'orto urbano'); i protocolli di collaborazione con soggetti esterni (Fondazione 'Giovanni Paolo II', Comitato Italiano Paralimpico, associazioni di difesa ambientale) o istituzionali (Municipio, Provincia).

Alcuni aspetti tuttora da potenziare riguardano la necessita' di predisporre nuovi strumenti e interventi dalla forte caratterizzazione inclusiva, per il successo formativo dei cosiddetti alunni con BES 'non certificati'. Si tratta di quegli studenti che, per ragioni di acuto svantaggio socio - economico, per forte disagio relazionale o per importante deficit di apprendimento (come i casi di pluri-ripetenza), sono oggettivamente poco integrati nei gruppi classe.

Per questi alunni viene indubbiamente promosso il raggiungimento degli obiettivi minimi ed essenziali nelle varie discipline; tuttavia, si avverte ancora la necessità di un riconoscimento di 'bisogno educativo speciale” che corrisponda ad effettive pratiche inclusive, oltre che a  strategie didattiche mirate, al fine di garantire il successo formativo ed educativo del percorso scolastico di tali studenti.

Composizione del gruppo di lavoro per l'inclusione (GLI)

  • Dirigente scolastico
  • Docenti curricolari
  • Docenti di sostegno
  • Personale ATA
  • Specialisti ASL
  • Associazioni
  • Famiglie
  • Studenti
  • Referenti
  • Educatori

Definizione dei progetti individuali

Processo di definizione dei Piani Educativi Individualizzati (PEI):

Nella definizione del P.E.I., i soggetti coinvolti ( comma 2 L.104/92), propongono, ciascuno in base alla propria esperienza pedagogica, medico-scientifica e di contatto e sulla base dei dati derivanti dalla diagnosi funzionale (D.S.) e dal profilo dinamico funzionale (P.D.F.), gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all'educazione, all'istruzione ed integrazione scolastica dell'alunno in situazione di handicap. Detti interventi propositivi vengono, successivamente, integrati tra di loro, in modo da giungere alla redazione conclusiva di un piano educativo che sia correlato alle disabilità dell'alunno stesso, alle sue conseguenti difficoltà e alle potenzialità dell'alunno comunque disponibili.

Soggetti coinvolti nella definizione dei PEI:

Il P.E.I. è redatto, ai sensi del comma 5 dell’ art. 12 della legge n. 104 del 1992, congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dalla ASL, dal Consiglio di Classe e dall’insegnante di sostegno della scuola e, ove presente, con la partecipazione dell'insegnante operatore psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la potestà parentale dell'alunno. Per realizzare una didattica pienamente inclusiva, il P.E.I viene redatto adottando un’ottica antropologica ICF di”funzionamento differente” superando invece, quella clinico-patologica che porta con se’ il rischio di medicalizzazione delle condizioni di difficoltà.

RISORSE PROFESSIONALI INTERNE COINVOLTE

Docenti di sostegno

  • Partecipazione a GLI
  • Rapporti con famiglie
  • Attività individualizzate e di piccolo gruppo
  • Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori, ecc.)

Docenti curriculari (Coordinatori di classe e simili)

  • Partecipazione a GLI
  • Rapporti con famiglie
  • Tutoraggio alunni
  • Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

Assistente Educativo Culturale (AEC)

  • Attività individualizzate e di piccolo gruppo

Personale ATA

  • Assistenza alunni disabili

Rapporti con soggetti esterni

Unità di valutazione multidisciplinare

  • Analisi del profilo di funzionamento per la definizione del Progetto individuale
  • Procedure condivise di intervento sulla disabilità
  • Procedure condivise di intervento su disagio e simili

Associazioni di riferimento

  • Progetti integrati a livello di singola scuola

Rapporti con privato sociale e volontario

  • Progetti integrati a livello di singola scuola

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